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I tatuaggi sono una forma di espressione artistica. Sono ampiamente utilizzati per esprimere la propria libertà o l’appartenenza a una tradizione culturale. Molti attribuiscono ai tatuaggi specifici significati personali e la loro mappatura diventa pertanto una narrazione del proprio percorso di vita. Qualunque sia il motivo, è doveroso saperne di più sui tatuaggi e come funzionano.
Un mondo che si è ampliato e che oggi prevede anche i tatuaggi estetici, dal microblading agli altri interventi del settore. Quella che forniamo di seguito è una guida completa al mondo dei tatuaggi: domande e risposte approfondite per conoscere a fondo questa pratica, per essere consci dei potenziali pericoli derivanti e per saper in che modo deve essere fatto un tatuaggio senza rischi.

Come Funzionano i Tatuaggi

I tatuaggi prevedono il deposito di inchiostro sotto la pelle, come accade per la dermopigmentazione: più nello specifico, il tatuatore applica l’inchiostro con un apposito strumento meccanico azionato da un pedale e dotato di uno o più aghi. Alcune macchine per tatuaggi dispongono di 35 aghi. In buona sostanza, la macchina penetra la pelle con una velocità che può variare tra le 50 e le 3000 volte al minuto.
Benché possa sembrare che si spingano molto più in profondità, gli aghi in realtà penetrano la pelle solo per uno o due millimetri e vanno a depositare i pigmenti nel derma, lo strato di pelle sottostante l’epidermide. L’organismo riconosce il tatuaggio come una lesione della pelle e reagisce di conseguenza, inviando globuli bianchi nell’area da trattare. I globuli bianchi cercano di assorbire i corpi estranei – in questo caso i pigmenti – e di liberarsene attraverso il flusso sanguigno.

Come viene eseguito un tatuaggio

I pigmenti di inchiostro hanno dimensioni troppo elevate per poter essere assorbiti dai globuli bianchi. Proprio per questo motivo i pigmenti rimangono all’interno della pelle. Alcune piccole particelle vengono rimosse, ma la maggior parte rimane nel derma in forma permanente. Ecco perchè l’inchiostro per tatuaggi gioca un ruolo centrale, ed è fondamentale che sia di buona qualità. Un altro aspetto importante riguarda la quantità di inchiostro da introdurre nel derma.
Qualora l’inchiostro non venisse depositato abbastanza a fondo e rimanesse nell’epidermide, il risultato sarebbe un’immagine indefinita. Nel fisiologico processo di rigenerazione messo in atto dall’organismo, i pigmenti verrebbero infatti rimossi. Così facendo, il risultato sarebbe una macchia informe.

Come funziona il macchinario per fare tatuaggi

Se, invece, i pigmenti di inchiostro vengono depositati più in profondità del previsto, possono comparire sbollature e l’antiestetico effetto blow out. L’abilità di introdurre i pigmenti di inchiostro alla profondità esatta e nella giusta collocazione si impara con il tempo.
L’inchiostro non viene iniettato, come molti credono. Gli aghi di una macchina per tatuaggi non funzionano come quelli che i medici usano per fare le iniezioni. Gli aghi per tatuaggi sono dotati di tre o più punte, e l’inchiostro viene trattenuto tra le stesse. Quando il tatuatore intinge la macchina nell’inchiostro, lo sta di fatto prelevando tra gli aghi. Quando l’ago penetra la pelle, l’inchiostro viene collocato nel derma.
Gli aghi dotati di meno punte sono generalmente usati per i lavori più dettagliati, come i contorni, mentre quelli con più punte per l’ombreggiatura e la colorazione di aree più estese.

Di Che Cosa è Fatto L’inchiostro per Tatuaggi?

Sono in molti oggi ad avere tatuaggi ma quasi nessuno è al corrente di quali siano i tipi di inchiostro più usati per realizzarli. L’inchiostro per tatuaggi non è regolamentato con legge specifica, a mancare ancora è una regolamentazione armonizzata. Quando si fa un tatuaggio, pertanto, ci si affida completamente al tatuatore nella scelta dell’inchiostro più sicuro.
Né l’utilizzo né la produzione dell’inchiostro per tatuaggi sono oggetto di regolamentazione. Sul mercato esistono molte marche di inchiostro, con ingredienti diversi. Gli abbinamenti sono fatti in base al colore. Tutti gli inchiostri sono composti da pigmenti in combinazione con un vettore.

I Pigmenti di colore

I componenti del pigmento sono scelti in base al colore. I principali ingredienti sono:

  • Piombo
  • Nichel
  • Biossido di titanio
  • Cromo
  • Ossidi di ferro
  • Carbonio nero

Altri ingredienti possono essere utilizzati per realizzare gli agenti coloranti dell’inchiostro. Non si tratta, è bene dirlo, di pigmenti come quelli utilizzati per il trucco permanente, in quanto nel tatuaggio l’inchiostro è definitivo.

Tatuaggi ed uso di sostanza chimiche

A questo riguardo, In passato per la realizzazione di tatuaggi venivano utilizzate sostanze chimiche potenzialmente nocive. L’inchiostro nero per tatuaggi conteneva sostanze cancerogene in grado di causare il cancro della pelle negli animali da laboratorio. I colori più accesi, invece, spesso contenevano sostanze plastiche potenzialmente allergeniche.
Gli inchiostri più economici, di bassa qualità o fatti in casa sono spesso realizzati con materiali di scarto, fuliggine e/o inchiostro di penna. Esiste anche l’inchiostro per tatuaggi vegan, tatuaggi vegani con inchiostro atossico che rispetta gli animali e che stanno riscuotendo enorme successo. Da cosa è composto l’inchiostro per tatuaggi?

  • Glicerina vegetale
  • Amamelide
  • Carbonio
  • Biossido di titanio
  • Curcuma
  • Sodio, alluminio e rame
  • Monoazo
  • Diossina e carbazolo
  • Naftolo

Il Vettore negli inchiostri per tatuaggi

L’inchiostro per tatuaggi contiene anche un vettore, che aiuta a introdurre i pigmenti nel derma e, grazie alle sue proprietà disinfettanti, previene la comparsa di agenti patogeni nell’inchiostro medesimo. I vettori a base alcolica facilitano il processo di inchiostrazione e aiutano a rendere la pelle più permeabile, agevolando il lavoro dei pigmenti nel raggiungere gli strati più profondi del derma. Tra gli ingredienti più comuni nei vettori troviamo:

  • Glicerina
  • Glicole propilenico
  • Aldeidi
  • Alcool etilico
  • Alcool denaturato

Tatuarsi la pelle espone al rischio non solo di infezioni ma anche di allergie. Affidarsi solo a tatuatori competenti, che usino inchiostri di qualità, è più che mai importante. In caso di allergie, è meglio sottoporsi a un test cutaneo prima di procedere con il tatuaggio. È doveroso precisare che molti inchiostri per tatuaggi contengono tracce di metalli pesanti, seppur non in quantità sufficiente da interferire con strumentazioni particolari, come, ad esempio, gli scanner per la risonanza magnetica. Gli inchiostri più dannosi tendono a essere quelli fosforescenti e dai colori accesi.

È possibile cancellare un tatuaggio una volta fatto?

Talvolta capita di prendere decisioni affrettate per poi pentirsene subito dopo. Se si tratta di un tatuaggio, fortunatamente ora c’è rimedio. Un tempo, qualora capitasse di pentirsi di aver fatto un tatuaggio, non c’era altra scelta che coprirlo o tenerlo. Ora, invece, è possibile rimuovere i tatuaggi. Puoi ricorrere a diverse alternative.

  • Laser: La rimozione dei tatuaggi con il laser è una soluzione molto diffusa. Negli ultimi anni, le tecniche di rimozione sono state ampiamente perfezionate. Si tratta di un metodo costoso e piuttosto doloroso, ma estremamente efficace. In buona sostanza, il laser interviene andando a rompere e frantumare i pigmenti di inchiostro, che vengono poi smaltiti dall’organismo. Questo è ciò che l’organismo ha cercato di fare dal momento in cui l’inchiostro venne introdotto nel derma. Il numero di sedute dipende dalle dimensioni del tatuaggio da eliminare.
  • Chirurgia plastica: Per cancellare un tatuaggio puoi anche ricorrere a un intervento di chirurgia plastica. In sostanza, uno strato di pelle viene innestato sopra il tatuaggio per coprirlo. Si tratta di un metodo molto diffuso e una valida alternativa alla dolorosa rimozione con il laser.
  • Metodi naturali: Esistono anche rimedi naturali dalla presunta efficacia, come lo scrub al sale, per esfoliare la pelle in profondità. Richiede molto tempo, e l’efficacia non è dimostrata. Inoltre, questo tipo di trattamento può danneggiare la cute e lasciare antiestetiche cicatrici, a causa dell’intensa abrasione.

Metodi alternativi per rimuovere un tatuaggio

Un altro metodo naturale prevede l’uso di un composto a base di sale e limone. Per eliminare il tatuaggio, in teoria si dovrebbe intingere un dischetto di cotone nella soluzione ottenuta e accostarlo alla pelle in corrispondenza del tatuaggio da cancellare. Si lascia agire per circa un’ora alla volta. Questo trattamento dovrebbe teoricamente favorire la rottura dei pigmenti, ma anche in questo caso l’efficacia non è garantita. In linea generale rimuovere i tatuaggi è sempre un’operazione molto complessa.

Strati della pelle: dove si deposita l’inchiostro dei tatuaggi?

La domanda più frequente sui tatuaggi è: come fanno a rimanere nel corpo? Dipende dalla struttura della pelle e dal sistema immunitario. La pelle è composta da tre strati – l’epidermide, che offre una barriera protettiva contro le infezioni; il derma, in cui risiedono i follicoli piliferi, le ghiandole sudoripare e i vasi sanguigni; e il tessuto adiposo sottocutaneo che collega il derma ai muscoli e alle ossa.
Quando si esegue un tatuaggio, gli aghi penetrano attraverso l’epidermide fino al derma. Una volta introdotto l’inchiostro nel derma, l’organismo reagisce come farebbe in presenza di qualsiasi altro corpo estraneo – invia un’orda di globuli bianchi nell’area danneggiata per espellerlo. Per questo motivo, l’area del tatuaggio tende a mostrare gonfiore, arrossamenti e talvolta croste.

Come funzionano gli aghi per fare tatuaggi

Le particelle di inchiostro sono di dimensioni di gran lunga superiori rispetto ai globuli bianchi e, benché possa capitare che le particelle più piccole vengano smaltite, la maggior parte è destinata a rimanere fissata nel derma all’infinito. La modalità con cui l’inchiostro per tatuaggi viene introdotto nella pelle è molto affascinante. Gli aghi per tatuaggi hanno un funzionamento diverso da quello dei comuni aghi per siringhe usati per le vaccinazioni, dotati di un unico tubo cavo di metallo.
Gli aghi per tatuaggi dispongono di almeno tre punte per tracciare linee ben definite, e molte di più per le ombreggiature. L’inchiostro viene trattenuto dalle punte degli aghi, analogamente a come l’acqua può essere aspirata da una fessura molto stretta tra due frammenti di vetro piatto. Tale fenomeno prende il nome di azione capillare.

I rischi di infezione

Una volta che gli aghi penetrano nella pelle, i pigmenti vengono trasportati all’interno delle microlacerazioni da perforazione da una combinazione di forze adesive e tensione superficiale, fino a quando si depositano nel derma.
Una volta realizzato il tatuaggio, c’è il rischio di infezione e blow out. Se accidentalmente il tatuatore inserisce i pigmenti non abbastanza in profondità – nell’epidermide – il tatuaggio rischia di assumere le sembianze di una macchia informe e scolorita, poiché i pigmenti verrebbero asportati e smaltiti durante il naturale processo di rigenerazione dell’organismo. Se, invece, l’ago penetra troppo in profondità c’è il rischio che i pigmenti si diffondano in modo irregolare negli strati di pelle sottostanti.
L’uso di apparecchiature non adeguatamente sterilizzate, inadeguate cure post-trattamento e un ambiente poco igienico possono favorire l’insorgenza di infezioni anche di grave entità, che possono portare alla sepsi e perfino al decesso.

I tatuaggi nella storia dell’uomo

L’evidenza archeologica più famosa relativa alla pratica dei tatuaggi è rappresentata da Ötzi, risalente al 3100 a.C., ma esistono casi ancora precedenti. In tutto il mondo sono state rinvenute mummie tatuate, dall’Egitto alla Siberia, dal Nord Africa all’Alaska. I tatuaggi non sempre venivano realizzati a fini estetici. Nel corso della storia, i tatuaggi sono stati utilizzati principalmente come simbolo di status elevato, come marchio di schiavitù e come simbolismo culturale e religioso.
Si credeva inoltre che i tatuaggi infondessero poteri spirituali e curativi a chi li portava. Basti pensare che sono state rinvenute mummie con tatuaggi su specifiche aree del corpo, come, ad esempio, sul retro del ginocchio e intorno all’addome, inducendo gli studiosi a ipotizzare che i tatuaggi fossero stati realizzati in tali sedi a fini terapeutici.

Rischio malattie infettive ed HIV

Originariamente i tatuaggi venivano praticati con l’ausilio di arnesi appuntiti in bronzo o realizzati con materiale osseo, che venivano poi immersi in una sorta di inchiostro fatto di carbone di legna macinato. Non stupisce che si trattasse di un processo estremamente doloroso e che il rischio di infezione fosse molto elevato.
Dal momento che i tatuaggi coinvolgono aghi e sangue, comportano alcuni rischi per la salute, come la trasmissione di malattie infettive quali l’epatite, la tubercolosi e perfino l’HIV. I rischi si riducono sensibilmente qualora i tatuatori eseguano con attenzione tutte le adeguate procedure di sterilizzazione e sanificazione.
Secondo i dati forniti dai Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC), non si è mai verificato alcun caso di trasmissione dell’HIV con un tatuaggio. Tuttavia, i medici ribadiscono che l’uso di apparecchiature non adeguatamente sterilizzate espone al rischio di trasmissione di malattie infettive come la sifilide e l’epatite B.

Pratiche post trattamento: come curare un tatuaggio appena fatto

Il rischio di insorgenza di infezioni può anche derivare da inadeguate cure post-trattamento. Possono anche manifestarsi reazioni allergiche all’inchiostro per tatuaggi. Benché i pigmenti possano essere stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) per altri scopi, l’uso dell’inchiostro per tatuaggi non è soggetto ad alcuna regolamentazione.
Può anche capitare di provare dolore o bruciore durante gli esami di risonanza magnetica per via dei pigmenti metallici. I medici hanno anche osservato interferenze e immagini della risonanza magnetica distorte a causa dei pigmenti del trucco permanente. In molti stati sono state introdotte restrizioni sulla possibilità di donare il sangue da parte di chi abbia tatuaggi.

Misure di prevenzione per fare un tatuaggio

Ecco altre misure di precauzione specificatamente studiate per la pratica dei tatuaggi:

  • Assicurarsi che i guanti non presentino strappi, in quanto la pomata a base di petrolio può corrodere il lattice
  • Versare l’inchiostro per tatuaggi anticipatamente, utilizzando del tessuto pulito per aprire le bottiglie di inchiostro ed evitando che gli ugelli entrino in contatto con superfici contaminate
  • Asciugare i tubi dopo il risciacquo durante i cambi di colore – non rimuovere l’acqua in eccesso soffiando
  • Applicare il sapone liquido con del tessuto, non direttamente sull’area lesa, poiché qualora il sangue entri in contatto con sostanze spray può circolare per via aerea
  • Dare al cliente le penne utilizzate per disegnare sulla pelle, che devono essere sterili e di grado medico.

Tatuatori e misure di sicurezza

I tatuatori devono anche adottare specifiche misure di sicurezza per quanto riguarda le loro mani. L’uso di guanti di lattice aiuta a prevenire la trasmissione di malattie attraverso il contatto con i fluidi corporei, ma germi e batteri prosperano nell’ambiente caldo e umido che si crea al loro interno. Pertanto, è fondamentale che i tatuatori:

  • Si lavino spesso e con cura le mani
  • Coprano con apposite bende eventuali tagli, ferite ed escoriazioni
  • Rimuovano cuticole e pellicine e abbiano cura di tenere le unghie adeguatamente corte, per evitare di perforare i guanti
  • Si astengano dal praticare tatuaggi in caso di lesioni, dermatiti o reazioni allergiche.

Minorenni e tatuaggi: cosa dice la legge?

La legge prevede che, senza il consenso dei genitori, un tatuaggio non possa essere fatto prima del raggiungimento della maggiore età. Questo induce molti giovani ad affidarsi ad amici o tatuatori improvvisati e a ricorrere all’uso di improbabili strumenti di fortuna, come penne e graffette, con scarse o del tutto assenti precauzioni sanitarie.
Si tratta di una pratica estremamente pericolosa, dal momento che l’uso di attrezzature idonee e il rispetto di severe misure sanitarie sono fondamentali per scongiurare il rischio di trasmissione di malattie infettive e l’insorgenza di infezioni.

Importanza dei materiali monouso

Una macchina per tatuaggi crea una microlacerazione da perforazione ogni volta che una goccia di inchiostro viene introdotta nel derma. Dal momento che ogni microlacerazione può potenzialmente divenire causa di infezione o trasmissione di malattie infettive, è fondamentale che la pratica sia effettuata in totale sicurezza.
I tatuatori ricorrono ad attente procedure di sterilizzazione, utilizzano materiali usa e getta e osservano un’accurata igiene delle mani per proteggere se stessi e i clienti. Per eliminare il rischio di contaminazione, gran parte dei materiali utilizzati nella pratica dei tatuaggi è monouso, dall’inchiostro ai guanti e gli aghi. Gli articoli monouso vengono recapitati in confezioni sterili, che il tatuatore apre di fronte al cliente poco prima di iniziare il lavoro.

Come sterilizzare l’attrezzatura per tatuaggi

Gli strumenti riutilizzabili, come la barra e il tubo, vengono sterilizzati prima dell’uso con l’autoclave, un dispositivo utilizzato negli ospedali per sterilizzare le attrezzature. Gli strumenti vengono sottoposti ad alta pressione, calore e vapore per un periodo di 55 minuti. La sterilizzazione in autoclave è in grado di eliminare qualsiasi tipo di impurità dalle attrezzature. L’autoclave utilizza il fattore tempo, temperatura e pressione in una delle seguenti combinazioni:

  • Temperatura di 121° C sotto 10 libbre di pressione per 30 minuti
  • Temperatura di 132° C sotto 15 libbre di pressione per 15 minuti.